Gestione C-LDL


Come gestire in modo efficace i livelli di C-LDL nei propri pazienti?1,2

 

 

Ha mai valutato l’impiego precoce di regimi terapeutici capaci di ottenere e mantenere una riduzione intensiva dei lipidi?3

 

 

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Riduzioni prolungate e precoci dei livelli di colesterolo LDL (C-LDL), sono associate a una diminuzione significativa del rischio di eventi di ASCVD1
 

I pazienti che raggiungono i target lipidici precocemente e in modo duraturo presentano un rischio più basso di eventi CV3

 

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Figura da graphical abstract di ref. 3

Dati dal registro SWEDEHEART, che ha incluso 56.262 pazienti con infarto miocardico (IM). Gli esiti principali analizzati comprendevano eventicardiovascolari avversi maggiori (MACE: morte, IM e ictus ischemico), mortalità complessiva e IM non fatale. I livelli di colesterolo non-HDL sono stati misurati al momento del ricovero, a 2 mesi e a 1 anno. È stato valutato il raggiungimento del target di colesterolo non-HDL (<85 mg/dL), il momento in cui tale obiettivo è stato raggiunto e gli esiti clinici associati.3

Principi guida della gestione del C-LDL:

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The earlier the better2

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The lower the better2

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The longer the better2

Linee guida ESC/EAS- focus update 2025

Linee guida ESC/EAS - focused update 2025: ridurre i livelli plasmatici di C-LDL dovrebbe essere l’obiettivo principale per prevenire gli eventi CV aterosclerotici4

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aClasse IIa per tutti i soggetti in prevenzione primaria con FH a rischio molto alto 

Fig. 2 di ref. 4. Obiettivi terapeutici per il C-LDL (lipoproteine a bassa densità) nelle diverse categorie di rischio cardiovascolare totale.

 

Quando aggiungere PCSK9i

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Elaborazione grafica di dati da testo di ref. 5. Linee guida ESC/EAS
ASCVD: malattia cardiovascolare aterosclerotica; SCA: sindrome coronarica acuta; FH: ipercolesterolemia familiare

Linee guida ACC/AHA 2025

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Fig.5 di ref. 6
*Terapia ipolipemizzante non a base di statine: ezetimibe, inibitore PCSK9 (alirocumab, evolocumab e inclisiran) e/o acido bempedoico.

Nella pratica clinica reale, solo una ridotta percentuale di pazienti raggiunge i target lipidici stabiliti dalle società scientifiche7

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Pazienti totali non a target: 77,3%*

Pazienti a rischio molto alto
non a target: 91,0%

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Solo 1,4% dei pazienti
era trattamento
con PCSK9i

Elaborazione grafica di dati da testo di ref. 7


*Tra i 3075 pazienti arruolati, 298 soggetti (9,7%) erano considerati a basso rischio, 340 (11,1%) a rischio moderato, 550 (17,9%) a rischio elevato e 1887 (61,3%) a rischio molto elevato. Solo 698 pazienti (22,7%) presentavano livelli di colesterolo compresi nei valori di riferimento suggeriti dalle linee guida. La percentuale era ancora più bassa nei pazienti a rischio CV molto alto (170 pazienti, 9,0% dei 1887 pazienti a rischio CV molto alto).7

ALERT LDL: studio per valutare l’aderenza al trattamento della dislipidemia orientato dalle linee guida in una popolazione ambulatoriale afferente ai cardiologi ARCA, e a verificare l’efficacia dell’ottimizzazione del trattamento per ciascun livello specifico di rischio. Tra i 3648 pazienti ambulatoriali inviati consecutivamente a 12 cardiologi ARCA dei distretti sanitari di riferimento, da marzo 2019 a maggio 2019, sono stati inclusi nello studio 3075 pazienti (1602 donne e 1473 uomini) che lo hanno completato. Ai cardiologi ARCA è stato raccomandato di attenersi scrupolosamente al programma ALERT-LDL, che prevedeva: visite di follow-up programmate a 3 e 12 mesi per tutti i pazienti arruolati, rivalutazione accurata del rischio cardiovascolare e dei livelli lipidici ad ogni visita, obiettivo ben definito e condiviso di ridurre l’ipercolesterolemia fino al raggiungimento dei target raccomandati dalle linee guida, sessioni educative per i pazienti su l’importanza di seguire una dieta ipolipemizzante e svolgere programmi di attività fisica.7

 

 

Mantenere livelli di C-LDL costanti e stabili è essenziale per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici8

 

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    Elaborazione grafica di figura di ref. 9

    Dati da 3.656.648 soggetti senza una storia di infarto miocardico o ictus che avevano effettuato almeno tre esami sanitari tra il 2002 e il 2007. La variabilità del colesterolo totale è stata misurata Utilizzando il coefficiente di variazione (CV), la deviazione standard (SD) e la variabilità indipendente dalla media (VIM)9

     

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    La variabilità del C-LDL è significativamente più alta nei pazienti che ricevono la LLT rispetto a quelli trattati con PCSK9i e LEQVIO® (inclisiran)8

     

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    Elaborazione grafica di dati da testo di ref. 8

    Studio osservazionale longitudinale che ha coinvolto 618 pazienti a rischio CV molto elevato, trattati in un unico centro di riferimento terziario. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: terapia ipolipemizzante standard (statine ± ezetimibe), inibitori di PCSK9 o inclisiran. La variabilità del C-LDL è stata valutata in quattro momenti di follow-up utilizzando sia la deviazione standard (SD) sia il coefficiente di variazione (CV), escludendo la prima misurazione lipidica per ridurre il bias dovuto alla risposta iniziale. Un’elevata variabilità è stata definita come SD o CV superiori alla mediana della popolazione. I MACE sono stati raccolti come esiti esplorativi.8

 

Un’aderenza non ottimale a qualsiasi farmacoterapia aumenta la variabilità e quindi l’esposizione media ai livelli di C-LDL, riducendo l’efficacia del trattamento10

 

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    L’aderenza è stata valutata nell’anno precedente a ciascuna dispensazione di LLT mediante il metodo della proporzione di giorni coperti (PDC). I pazienti sono stati classificati, a ogni ritiro in farmacia, in tre categorie: aderenti (PDC ≥ 0,80), poco aderenti (PDC < 0,80) e pazienti che hanno interrotto la terapia (PDC = 0).11

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    Content

ASCVD: malattia cardiovascolare aterosclerotica; BP: pressione arteriosa; DM: diabete mellito; DMT1: diabete mellito di tipo 1; DMT2: diabete mellito di tipo 2; eGFR: velocità di filtrazione glomerulare stimata; FH: ipercolesterolemia familiare; HeFH: Ipercolesterolemia Familiare Eterozigote; LLT: terapie ipolipemizzanti standard; MACE: eventi cardiovascolari maggiori; MRC: malattia renale cronica; PDC: percentuale giorni coperti; SCA: sindrome coronarica acuta; SCORE2: Systematic Coronary Risk Evaluation 2; SCORE2-OP: Systematic Coronary Risk Evaluation 2–OlderPersons; TC: colesterolo totale.

Bibliografia

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