APPROFONDIMENTO DELLA MALATTIA ATEROSCLEROTICA CARDIOVASCOLARE (ASCVD)

1. Descrizione della malattia aterosclerotica (ASCVD)

La malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD) è una condizione cronica e progressiva causata dall’accumulo di lipoproteine contenenti apolipoproteina B (ApoB), in particolare LDL-C, nella parete arteriosa. Questo processo innesca una cascata infiammatoria che porta alla formazione e progressione della placca aterosclerotica, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari acuti come infarto miocardico, ictus e arteriopatia periferica1. L’aterosclerosi può rimanere silente per anni, ma la progressiva crescita della placca e la sua eventuale rottura sono responsabili delle manifestazioni cliniche acute dell’ASCVD1.

2. Eziologia e fisiopatologia

I principali fattori eziologici dell’ASCVD sono:

  • Elevati livelli di LDL-C e altre lipoproteine aterogene [VLDL, IDL, Lp(a)]1,2
  • Fattori di rischio tradizionali: ipertensione, diabete mellito, fumo, obesità, sedentarietà, dieta ricca di grassi saturi e trans, familiarità per CVD3
  • Condizioni particolari: dislipidemie genetiche (es. ipercolesterolemia familiare), malattie infiammatorie croniche, infezione da HIV, insufficienza renale cronica4

La fisiopatologia è dominata dalla ritenzione e ossidazione delle lipoproteine ApoB nella parete arteriosa, con attivazione di processi infiammatori, proliferazione cellulare e formazione di placca. L’esposizione cumulativa a livelli elevati di LDL-C fin dalla giovane età è associata a un rischio maggiore di ASCVD nel corso della vita.1,2

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3. Impatto globale e in Italia

L’ASCVD rappresenta la principale causa di morte in Europa e nel mondo, responsabile di oltre 4 milioni di decessi ogni anno in Europa.3La prevalenza è in aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione e della crescente incidenza di diabete e obesità. In Italia, la mortalità cardiovascolare rappresenta circa il 35% di tutti i decessi annui.3

4. Classificazione del rischio e strumenti di stratificazione

La stratificazione del rischio cardiovascolare è fondamentale per guidare l.intensità delle strategie preventive e terapeutiche. Le linee guida ESC/EAS 2019 e il Focused Update 2025 raccomandano l.uso degli algoritmi SCORE2 e SCORE2-OP per stimare il rischio a 10 anni di eventi cardiovascolari fatali e non fatali nella popolazione europea senza ASCVD nota.4 Le categorie di rischio sono:

  • Rischio molto alto: ASCVD documentata, diabete con danno d.organo, CKD severa, SCORE2 e20%
  • Rischio alto: fattori di rischio marcatamente elevati, diabete senza danno d.organo, CKD moderata, SCORE2 10-20%
  • Rischio moderato: SCORE2 2-10%
  • Rischio basso: SCORE2 <2%.4

La presenza di placca subclinica (imaging) o livelli elevati di Lp(a) sono considerati modificatori di rischio.9

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Elaborazione grafica di Tabella 3, rif.1.

5. Linee guida ESC/EAS 2019 e Focused Update 2025: raccomandazioni chiave

Obiettivi terapeutici

  • LDL-C: il target è proporzionale al rischio. Nei pazienti a rischio molto alto, si raccomanda una riduzione e50% dal basale e un valore target <55 mg/dL; nei pazienti con evento cardiovascolare multiplo negli ultimi 2 anni, il livello di LDL-C raccomandato come target è <40 mg/dL.10
  • Non-HDL-C e ApoB: obiettivi secondari utili soprattutto in presenza di ipertrigliceridemia o diabete.10


Strategie terapeutiche

  • Modifiche dello stile di vita: dieta mediterranea, riduzione dei grassi saturi e trans, aumento di fibre, attività fisica regolare, controllo del peso, cessazione del fumo.6


Terapia farmacologica

  • Statine ad alta intensità come prima scelta10
  • Se il target non è raggiunto: aggiunta di ezetimibe10
  • Nei pazienti a rischio cardiovascolare alto o molto alto, o con ipercolesterolemia familiare: aggiunta di inibitori PCSK9
  • Nei pazienti con intolleranza alle statine: ezetimibe, PCSK9i, acido bempedoico7
     

Il target raccomandato di colesterolo LDL per i pazienti a rischio estremo è <40 mg/dL4.


Gestione delle dislipidemie in setting clinici specifici

  • Prevenzione primaria: trattamento farmacologico raccomandato in base al rischio e ai livelli di LDL-C, anche nei pazienti senza ASCVD clinica, ma con rischio elevato o molto elevato.4
  • Prevenzione secondaria: intensificazione precoce della terapia dopo eventi acuti (ACS), con combinazione di statina, ezetimibe e/o PCSK9i già durante il ricovero.8
  • Gestione di Lp(a): misurazione almeno una volta nella vita, considerata come fattore di rischio causale e indipendente per eventi cardiovascolari.9

Bibliografia

  1. Mach F, Baigent C, Catapano AL, et al. 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk. Eur Heart J. 2020;41:111–188.
  2. Ference BA, Ginsberg HN, Graham I, et al. Low-density lipoproteins cause atherosclerotic cardiovascular disease. Eur Heart J. 2017;38:2459–2472.
  3. Townsend N, Nichols M, Scarborough P, Rayner M. Cardiovascular disease in Europe: epidemiological update 2015. Eur Heart J. 2015;36:2696–2705.
  4. 2025 Focused Update of the 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias. Eur Heart J. 2025;46:4359–4378.
  5. Ference BA, et al. Low-density lipoproteins cause atherosclerotic cardiovascular disease. Eur Heart J. 2017;38:2459–2472.
  6. Poli A, et al. Non-pharmacological control of plasma cholesterol levels. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2008;18:S1–S16.
  7. Nissen SE, et al. Bempedoic acid and cardiovascular outcomes in statin-intolerant patients. N Engl J Med. 2023;388:1353–1364.
  8. Byrne RA, et al. 2023 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes. Eur Heart J. 2023;44:3720–3826.
  9. Kronenberg F, et al. Lipoprotein(a) in atherosclerotic cardiovascular disease and aortic stenosis: a European Atherosclerosis Society Consensus Statement. Eur Heart J. 2022;43:3925–3946.
  10. Visseren FLJ, et al. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. Eur Heart J. 2021;42:3227–3337.

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